Perde il bambino alla 41ma settimana ragazza di 22 anni - Sanremo

Una ragazza di 22 anni ha perso il figlio dopo una gestazione che si era protratta per 41 settimane. I familiari hanno denunciato i sanitari. Ieri sera la giovane è arrivata al pronto soccorso dell'ospedale di Sanremo dicendo di non sentire più il battito del feto. Il piccolo era morto. Questa mattina la donna è stata sottoposta a parto indotto.Per la direzione generale della Asl si trattava di «una gravidanza fisiologica a termine e per oggi era stato programmato il ricovero per un parto indotto». Per i sanitari si tratta di un caso di «morte intrauterina che in Italia ha percentuali tra il 4 e il 5%». Sul caso indagano i carabinieri. Disposta l'autopsia sul feto. La gestante è una ragazza di 22 anni di Riva Ligure (Imperia).La mattina del 2 gennaio la giovane, che non ha ancora sintomi da parto, si presenta in ospedale per una visita di controllo con ecografia da cui non sarebbero emerse criticità e il battito cardiaco del figlio è regolare. In quella occasione viene fissato il parto indotto per questa mattina. La donna torna a casa. Ieri sera la giovane non avverte più il battito del figlio e si fa accompagnare al pronto soccorso dove arriva intorno alle 19 e dove scopre la morte del piccolo.

Muore mamma al settimo mese di gravidanza durante il parto.

"Ciao ciao amore mio volato in cielo", così Chris Cappello, come racconta il Corriere, saluta la compagna Marta Lazzarin, 35 anni, morta portando con sé la piccola vita che aveva in grembo, era al settimo mese di gravidanza, il 28 dicembre all’ospedale di Bassano del Grappa.

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Perde il bimbo nel travaglio - visitata e rispedita a casa per due volte

Modena, 3 gennaio 2016 - Tutto sembrava andare per il meglio. Una gravidanza serena, nessun tipo di complicazione fino all’ultimo mese. La nascita di quel figlio tanto desiderato avrebbe dato il senso più profondo al nuovo anno. Invece la gioia di una famiglia modenese è stata cancellata da una terribile tragedia: la morte del piccolo a pochi giorni dal parto.

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Malasanità: mmaxi risarcimento da 360.000 euro

E’ stata appena pubblicata la Sentenza n. 17977 dell’11.09.15 del Tribunale di Roma, Giudice Nicola Archidiacono che condanna il Ministero della Salute a risarcire 360.000 euro a una giovane donna di Latina di 42 anni.

Fra il 1982 e il 1983, quando aveva solo 9 anni, la donna venne ripetutamente sottoposta a trasfusioni di sangue infetto presso l’Ospedale “Istituti Riuniti Rizzoli” di Bologna.

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Paziente muore per farmaco sbagliato. Condannato infermiere coordinatore.

 

Il medico incaricato dell’anamnesi, in presenza dell’infermiere coordinatore, aveva segnalato un’allergia all’amoxicillina. Ma in reparto gli viene comunque prescritta dal medico e somministrata causandone il decesso. Per la Corte l’infermiere coordinatore aveva comunque l’obbligo di vigilare e segnalare l’errore essendo a conoscenza dell'allergia del paziente. 

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Errore diagnosi neonatale: diritto al risarcimento del neonato malformato.

Con la sentenza n. 16754 del 2 ottobre 2012 la Corte di Cassazione compie ulteriori rivoluzionari passi avanti nella strada della creazione di una tutela privilegiata per i danneggiati dall’errore medico.

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Nasce morto, risarciti i genitori

Un caso di Malasanità.... 12 novembre 2013

367.946,77 euro oltre agli interessi “compensativi” del 3 per cento annui dal 26 settembre 2005 alla data della sentenza di primo grado, esattamente 7 anni

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Danno Morale

Martedì 9 giugno 2015 è stata depositata la pronunzia n. 11851/2015 della Corte di Cassazione, Sezione III Civile (estensore il Consigliere Travaglino).

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Errore del Medico convenzionato, è responsabile l'ASL.

La Corte di Cassazione - sentenza del 27 marzo 2015, n. 6243 - con un'interpretazione innovativa che si basa su un'attenta lettura della normativa istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, afferma la responsabilità dell'ASL ex art. 1218 c.c. per l'errore compiuto dal medico con essa convenzionato.

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Errore diagnosi neonato, malasanità parto: omessa diagnosi di malformazione fetale.

Il tema della responsabilità medica è stato largamente dibattuto in dottrina e giurisprudenza ed oggetto di un rilevante lavoro interpretativo che ha interessato le varie fonti legislative regolanti la materia.

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