Cos'è l'autopsia (esame autoptico)?

L’autopsia (esame post mortem) è l’attività settoria eseguita per disposizione dell’autorità giudiziaria. E’ un esame medico dettagliato e attento del corpo e degli organi della persona dopo la morte per stabilire modalità, causa e i mezzi che l’hanno causata. Nell’autopsia giudiziaria bisogna anche stabilire l’ora della morte desumibile dai fattori cadaverici.

Come viene effettuato l'esame autoptico?

AutopsiaL’esame può essere effettuato negli esami di anatomia patologica o in alternativa di medicina legale da un anatomo patologo o da un medico legale.

Differisce dal riscontro diagnostico perché non ha il solo specifico fine di riscontrare l’esattezza della diagnosi clinica e soprattutto non è soggetta alle limitazioni previste nel riscontro diagnostico.

Se alla morte di una persona sorge sospetto di reato il medico che ha costatato il decesso dovrà immediatamente informare l’autorità giudiziaria (art 365 c.p.). Il Procuratore della repubblica, se lo ritiene necessario, ordinerà l’autopsia secondo quanto previsto all’art. 360 c.p.p.

Art. 360 c.p.p. · Accertamenti tecnici non ripetibili e l’esame autoptico

L’art. 360 c.p.p. individua gli accertamenti tecnici non ripetebili e l’autopsia è uno di questi per sua natura, perché compiuto sul cadavere soggetto a modificazioni con pericolo di produrre alterazioni e distruzione dei reperti. Il medico legale dovrà attenersi alle “Istruzioni sulla tecnica medico-legale delle autopsie giudiziarie tuttora in vigore.

In sintesi le fasi di un esame autoptico possono essere così individuate:

  • ispezione
  • rilievo dei caratteri relativi alla persona
  • esame dei fenomeni cadaverici per risalire all’epoca della morte
  • esame metodico di tutte le parti del corpo
  • riproduzione fotografica del cadavere
  • esame radiografico
  • esame delle impronte digitali
  • esame degli indumenti
  • esame radiografico
  • esame della testa e della cavità cranica
  • esame della cavità addominale
  • esame dello speco vertebrale
  • esame della cavità toracica
  • esame del collo

L'Autopsia nella Procedura Penale

Allorchè dalla morte di una persona si profila un sospetto di reato il Procuratore della Repubblica dovrà accertare la causa della morte ai sensi dell’art. 116 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale, e quindi, se necessario disporre l’autopsia (esame autoptico).

Da un punto di vista giuridico l’esame autoptico potrà avvenire sotto due forme. Nel primo caso si tratterà di un accertamento tecnico non ripetibile vale a dire un accertamento richiesto dal Pubblico Ministero avente ad oggetto il cadavere, che per sua natura è soggetto a modificazione (fenomeni putrefattivi post mortem).

In questo caso, ai sensi dell’art. 360 c.p.p. dovrà avvisare senza indugio l’indagato, la persona offesa dal reato e i loro difensori dell’ora fissata per il conferimento e della facoltà di nominare consulenti tecnici di parte. Questo è un fatto assai importante in quanto consente ai soggetti processuali, da quel momento, di avere voce nel procedimento, avere conoscenza dei dati medico legali attinenti al fatto di reato ed eventualmente produrre delle osservazioni tramite il consulente tecnico di parte.

L’indagato può anche, prima del conferimento dell’incarico, formulare riserva di chiedere l’incidente probatorio e in questo caso il Pubblico Ministero disporrà di non procedere salvo che questi se differiti non possano essere più compiuti.

Le sopraindicate disposizioni assicurano un pieno diritto di difesa sia all’indagato che alla persona offesa. Bisogna precisare però che ai sensi dell’art. 360 c.p.p. comma 5 se il Pubblico Ministero abbia ordinato accertamenti tecnici malgrado la richiesta di incidente probatorio dell’indagato e in assenza delle condizioni d’urgenza, i risultati di tali accertamenti non potranno essere utilizzati in dibattimento. 

Questa norma che opportunamente salvaguarda il diritto di difesa dell’indagato è comunque temperata in quanto tali  atti trovano spazio nell’udienza preliminare e avere valenza di prova nel giudizio abbreviato. Il Giudice deve di norma scegliere i propri consulenti trai i periti iscritti nell’Albo del Tribunale ai sensi dell’art. 73 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale.

Riscontro diagnostico

Il riscontro diagnostico è regolato dalla legge n. 83 del 1961, trattasi di una operazione anatomo-patologica (esame autoptico) che permette di riscontrare al tavolo anatomico la causa della morte.

Finalità dell'autopsia

Le finalità dell' esame autoptico sono le seguenti:

  • Verifica anatomica della diagnostica clinica
  • Riscontro di malattie infettive e diffusive
  • Chiarimento quesiti clinici scentifici
  • Accertamento delle cause di morte delle persone decedute senza assistenza medica
  • Accertamento delle cause di morte delle persone decedute a domicilio se sussiste dubbio sulla causa.

Il riscontro diagnostico si rende obbligatorio qualora i cadaveri delle persone siano autopsia tavolodeceduti senza assistenza medica, vengano trasportati in ospedale, obitorio.

Il riscontro diagnostico è disposto d’autorità dal Direttore, primari,  per le persone decedute nelle Cliniche universitarie, nelle Case di cura private per il controllo della diagnosi.  E’ disposta dalla ASL sui cadaveri di persone decedute a domicilio quando la morte sia dovuta a malattia infettiva o sospetta.

E’ importante sottolineare che nessuno si può opporre al riscontro diagnostico.

Il riscontro diagnostico va eseguito da un anatomo-patologo universitario o ospedaliero e le conseguenze dell’esame possono essere le seguenti:

  •  identificazione di segni certi o sospetti di un delitto perseguibile d’ufficio; in questo caso bisognerà sospendere le operazioni e informare immediatamente l’autorità giudiziaria
  • individuazione delle cause del decesso, in questo caso viene redatta apposita relazione

Riscontro diagnostico lattanti e feti

Il legislatore è intervenuto (legge 31/2006) per disciplinare la materia SIDS con un provvedimento intitolato “Disciplina del riscontro diagnostico sulle vittime della sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS) e di morte inaspettata del feto.

E’ importante sottolineare che la legge fa riferimento non solo alle morti improvvise del lattante ma anche alle morti inaspettate del feto.

I riscontri diagnostici sono disciplinati all’art. 1 che dispone “I lattanti deceduti improvvisamente entro un anno di vita senza causa apparente e i feti deceduti anch'essi senz’ causa apparente dopo la venticinquesima settimana di gestazione devono essere prontamente sottoposti con il consenso di entrambi i genitori a riscontro diagnostico, da effettuarsi nei centri autorizzati secondo i criteri individuati nell’art. 2”

Innanzitutto nel periodo sopra indicato viene deciso l’ambito di applicazione:

  • ai lattanti deceduti improvvisamente entro un anno di vita senza causa apparente;
  • ai feti deceduti senza causa apparente dopo la venticinquesima settimana di gestazione

l’avverbio improvvisamente viene utilizzato soltanto in relazione alla categoria dei lattanti deceduti entro il primo anno di vita, è utilizzato per sottolineare ed enfatizzare l’assenza di una causa apparente del decesso.

Fatte queste premesse si introducono due principi fondamentali della norma:

  • da un lato si prevede l’obbligo del riscontro autoptico, visto che la norma prevede che i lattanti e i feti deceduti “devono essere prontamente sottoposti…a riscontro diagnostico”
  • dall’altro lato si introduce il principio del previo consenso di entrambi i genitori atteso che il riscontro diagnostico può essere disposto solo con il consenso di entrambi i genitori.

E’ quindi evidente che il principio di obbligatorietà dell'eame autoptico ha come destinatario l’Autorità Sanitaria.

Va inoltre ribadito che è obbligatorio il consenso di entrambi i genitori e quindi cosa si intende per consenso di entrambi?

La questione va ricollegata al concetto di titolarità della potestà genitoriale e alla distinzione dall’esercizio della potestà.

In concreto si potrebbe porre il problema nel caso in cui il neonato fosse figlio di genitori ignoti, ovvero fosse riconosciuto da un solo genitore, ovvero uno o entrambi i genitori fossero deceduti o decaduti dalla potestà genitoriale.

Dr.ssa Lucia Gargiulo
VICE QUESTORE MEDICO DELLA POLIZIA DI STATO · DIRIGENTE SANITARIO