Il Sig. M. si reca in Ospedale per improvvisa comparsa di tosse e dolore al torace, portando con se una radiografia del torace che evidenziava una dilatazione della aorta.  

Viene diagnosticata una tracheite e consigliata una terapia con antinfiammatori.

Dopo due giorni il paziente muore per la rottura della aorta.

Una corretta diagnosi e terapia chirurgica avrebbero probabilmente permesso di salvare la vita del paziente.

 

La Sig.ra F. veniva ricoverata per la comparsa di disturbi mentali e trattata con psicoterapia e farmaci antidepressivi.

Il successivo peggioramento del quadro clinico generale evidenziava l’errore nella diagnosi, trattandosi in realtà di una malattia neurologica.

 

Si tratta di un caso di mancata diagnosi di malformazione congenita.

Nonostante l'avanzata età della madre, non veniva consigliata durante la gravidanza l'amniocentesi.

Le varie ecografie, compresa l'ecografia morfologica, non evidenziavano alcuna patologia.

Alla nascita il bambino presentava caratteristiche fisionomiche della Sindrome di Down, diagnosi confermata dal cariogramma.

Si procedeva quindi a una richiesta di risarcimento danni per mancata diagnosi di malformazione congenita.

Euro. 300.000

La Sig.ra P. veniva ricoverata urgentemente con la diagnosi di prodromi di travaglio di parto.

Iniziava monitoraggio CTG (frequenza cardiaca fetale) dal quale risultavano alcune alterazioni sospette.

I medici optavano per un comportamento d'attesa, continuando a monitorare la frequenza cardiaca fetale.

Purtroppo le alterazioni cardiache rilevate si aggravavano e il taglio cesareo veniva effettuato due ore dopo il ricovero.

Il feto nasceva senza segni vitali.

Un taglio cesareo d'urgenza avrebbe potuto evitare la grande sofferenza fetale e la morte del feto.

Si procedeva quindi a una richiesta di risarcimento danni per imperita e imprudente gestione del travaglio.

 

Il Signor F. affetto da sindrome ansiosa nota si presenta al Pronto Soccorso riferendo dolore toracico.

Il paziente viene dimesso con terapia ansiolitica.

Dopo qualche ora viene ricoverato d'urgenza con un quadro conclamato d'infarto.

Una diagnosi precoce avrebbe molto probabilmente evitato il decesso del paziente.

 

La Signora P si presentava dal cardiologo per la comparsa di palpitazioni.

Il medico, sospettando una affezione alla tiroide, richiedeva il dosaggio degli ormoni tiroidei.

Dopo qualche giorno la giovane veniva ricoverata d'urgenza in condizioni critiche con diagnosi di endocardite.

Sarebbe stato sufficiente effettuare un ecocardiogramma per porre subito diagnosi di endocardite ed evitare l'aggravamento della patologia.

 

Il Sig. T si recava dal dermatologo per la recente insorgenza di un neo di aspetto nodulare.

Lo specialista non richiedeva l'esame istologico e dopo qualche mese veniva fatta diagnosi di melanoma in fase avanzata.

La condotta del medico provocava una perdita di chance di sopravvivenza per il paziente.