Cause di servizio

20 aprile 2018 Veniamo contattati dalla giovane coppia di Catania che ci espone il suo caso. La giovane donna S. G. accompagnata dal marito si reca presso la Clinica privata al nono mese di gravidanza, dove si reca immediatamente al Reparto di Ginecologia e Ostetricia per sottoporsi ad un tracciato di controllo. Il percorso della gravidanza, bisogna sottolineare, era avvenuto senza alcun problema ed in assoluta normalità da parte della Signora S. G.

Dal tracciato di controllo si riscontra tuttavia sofferenza fetale e quindi si procede in via cautelare al ricovero della paziente. Data la progressione della sofferenza fetale si rende necessario un immediato intervento con taglio cesareo.

Purtroppo malgrado il taglio cesareo il piccolo M. G. viene alla luce privo di vita.

A seguito del decesso veniamo contattati e procediamo ad esaminare le cartelle cliniche della Clinica. Dalle stesse si evidenzia la responsabilità dei medici e della Clinica privata, colpevoli di non essersi uniformati alle buona pratica clinica ed ai Protocolli vigenti per il monitoraggio del feto durante la gravidanza omettendo importanti esami durante il periodo di gravidanza stesso.

Un adeguato esame dei tracciati e una corretta esecuzione degli esami specifici per il monitoraggio del benessere fetale avrebbe evitato il decesso del feto.

Stiamo definendo in via transattiva con la Compagnia Assicuratrice della Clinica privata l'entità del danno subito dalla giovane coppia.

3 febbraio 2018 La Dott.ssa Gargiulo è stata incaricata di seguire il caso di una giovane coppia della provincia di Milano per un caso di parto.

La Signora G., che durante i nove mesi di gravidanza aveva un percorso regolare, si recava presso la Struttura Ospedaliera già in fase di travaglio.

I sanitari, accolta la paziente, come da protocollo eseguivano i tracciati ma non valutavano correttamente gli stessi non rilevando alterazioni che definivano il percorso come non rassicurante.

Una corretta valutazione dei tracciati CTG avrebbe dovuto allertare i sanitari e accelerare la proceduta per un parto cesareo. Una più attenta valutazione avrebbe consentito di evidenziare la variazione in senso peggiorativo delle condizioni fetali.

Si è dovuto procedere quindi ad un intervento urgente in sala parto di taglio cesareo per sofferenza fetale.

La piccola M. nasceva con diagnosi di asfissia perinatale, encefalopatia ipossico ischemica.

Siamo quindi a richiedere in via stragiudiziale la definizione della controversia per il risarcimento del danno.

 

24 LUGLIO 2017 Milano - Ho incontrato la Signora S. con il marito (Monza) presso il mio studio a Milano per  un parere medico legale relativo alla vicenda che li aveva visti protagonisti.

Si trattava di un caso di gravidanza a rischio per diabete materno con conseguente macrosomia fetale.

La mancata diagnosi nelle vaie ecografie effettuate della macrosomia fetale ha impedito un adeguato monitoraggio del travaglio.

Il bambino nasceva con taglio cesareo d'urgenza e riportava purtroppo danni ipossici cerebrali, spasticità e ipovisione.

Si procedeva quindi a diffida della Struttura Sanitaria per risarcimento del danno subito.

 

2 LUGLIO 2017 -  Palermo - La Signora M si reca presso Casa di Cura per improvvisa comparsa di tosse e dolore al torace, portando con se una radiografia del torace che evidenziava una dilatazione della aorta.  

Viene diagnosticata una tracheite e consigliata una terapia con antinfiammatori.

Dopo due giorni il paziente muore per la rottura della aorta.

Una corretta diagnosi e terapia chirurgica avrebbero probabilmente permesso di salvare la vita del paziente.

 

 

10 GIUGNO 2017 Roma - La Sig.ra F. di Roma veniva ricoverata presso nota Clinica privata della Capitale per la comparsa di disturbi mentali e trattata con psicoterapia e farmaci antidepressivi.

Il successivo peggioramento del quadro clinico generale evidenziava l’errore nella diagnosi, trattandosi in realtà di una malattia neurologica.

28 MAGGIO 2017 Padova - La madre, la Signora C. di Padova eseguiva con scrupolo le indicazioni del ginecologo e della Struttura Sanitaria che la seguiva.

Tuttavia si evidenziava una mancata diagnosi di malformazione congenita in gravidanza.

Nonostante l'avanzata età della madre, non veniva consigliata durante la gravidanza l'amniocentesi.

Le varie ecografie, compresa l'ecografia morfologica, non evidenziavano, a detta della Struttura Sanitaria, alcuna patologia.

Alla nascita il bambino presentava caratteristiche fisionomiche della Sindrome di Down, diagnosi confermata dal cariogramma.

Si procedeva quindi a una richiesta di risarcimento danni per mancata diagnosi di malformazione congenita.

 

2 NOVEMBRE 2016 Milano - La Sig.ra P. di Milano, veniva ricoverata urgentemente presso nota Struttura Sanitaria di Milano, con la diagnosi di prodromi di travaglio di parto.

Iniziava monitoraggio CTG (frequenza cardiaca fetale) dal quale risultavano alcune alterazioni sospette.

I medici optavano per un comportamento d'attesa, continuando a monitorare la frequenza cardiaca fetale.

Purtroppo le alterazioni cardiache rilevate si aggravavano e il taglio cesareo veniva effettuato due ore dopo il ricovero.

Il feto nasceva senza segni vitali.

Un taglio cesareo d'urgenza avrebbe potuto evitare la grande sofferenza fetale e la morte del feto.

Si procedeva quindi a una richiesta di risarcimento danni per imperita e imprudente gestione del travaglio.

 

 

9 SETTEMBRE 2016 Brindisi -  Il Signor F. di Brindisi, affetto da sindrome ansiosa nota si presenta presso Struttura Sanitaria riferendo dolore toracico.

Il paziente viene dimesso con terapia ansiolitica.

Dopo qualche ora viene ricoverato d'urgenza con un quadro conclamato d'infarto.

Una diagnosi precoce avrebbe molto probabilmente evitato il decesso del paziente.

 

 

 

20 LUGLIO 2016 Milano - La Signora P di Cernusco sul Naviglio, si presentava dal proprio cardiologo per la comparsa di palpitazioni.

Il medico specialista, sospettando una affezione alla tiroide, richiedeva il dosaggio degli ormoni tiroidei.

Dopo qualche giorno la giovane veniva ricoverata d'urgenza in condizioni critiche con diagnosi di endocardite.

Sarebbe stato sufficiente effettuare un ecocardiogramma per porre subito diagnosi di endocardite ed evitare l'aggravamento della patologia.

 

 

1 GIUGNO 2016 Genova - La Signora T. si recava dal dermatologo per la recente insorgenza di un neo di aspetto nodulare.

Lo specialista non richiedeva l'esame istologico e dopo qualche mese veniva fatta diagnosi di melanoma in fase avanzata.

La condotta del medico provocava una perdita di chance di sopravvivenza per il paziente.

La grave negligenza è stata ravvisata nella perizia medico legale di parte.