La Protesi dell’anca, come è fatta, quando intervenire, i vantaggi e gli svantaggi, vediamo nel dettaglio di cosa si tratta. L’anca è una delle più importanti articolazioni che sorreggono il nostro corpo. Si tratta di una articolazione che congiunge i femori delle gambe con il bacino pelvico. 

 

La testa liscia e sferica del femore si inserisce perfettamente nella sede naturale dell’acetabolo, che si chiama cotile, e che si configura come una cavità a forma di coppa e che accoglie la testa del femore.  Il tutto avvolto da tessuti legamentosi molto resistenti che rendono stabile  questa articolazione che deve sostenere il peso della parte superiore del corpo umano.

PROTESI ANCA

GLI INCONVENIENTI DELL’ANCA

L’anca è una articolazione che per sua natura è sottoposta a notevoli sollecitazioni nell’arco delle sue funzioni.  E proprio per queste sollecitazioni è frequente che possa subire alcuni inconvenienti soprattutto da una certa età in poi, che ne pregiudicano il suo funzionamento.  L’artrosi dell’anca è una delle più diffuse: provoca intenso dolore e un conseguente irrigidimento dell’articolazione.

La testa liscia e arrotondata del femore può subire alterazioni della sua superficie diventando porosa a causa dell’artrite, provocando danni a tutto il complesso dell’articolazione.  Danni che con il tempo diventano irreversibili in quanto si tratta di una patologia articolare di tipo degenerativo, al punto tale che si pone il problema di sostituire l’articolazione compromessa con l’inserimento di una articolazione artificiale.

COME E’ FATTA UNA PROTESI DELL’ANCA

La protesi dell’anca è un’articolazione artificiale (che potete vedere nell’illustrazione sotto) che compie le stesse funzioni di quella naturale.  E’ necessario però un intervento chirurgico importante anche se oramai considerato di routine e va bene valutato con il chirurgo specializzato, soprattutto nei tempi della sua effettuazione che , come poi vedremo, giocano un ruolo molto importante.

PROTESI ANCA

QUANDO INTERVENIRE

Fin dove è possibile impiantare una protesi dell’anca e sconsigliabile nelle persone giovani. E’ necessaria in tutte le cosiddette coxartrosi primarie e secondariericonducibili a deformità articolari sopravvenute, o al conflitto femoro-acetabolare, o a postumi di una frattura della testa del femore, molto frequente nelle cadute delle persone anziane o quando le cure mediche e fisioterapiche non sono più in grado di tenere sotto controllo questa patologia dolorosa e invalidante.  L’intervento di protesi dell’anca si rende anche necessario nei più avanzati stadi di necrosi della testa femorale.

LE TIPOLOGIE D’INTERVENTO PER IMPIANTARE UNA PROTESI DELL’ANCA

Ci sono diverse tipologie di intervento, la più semplice e meno invasiva è la protesi di rivestimento e riguarda una minima rimozione di tessuto osseo solo nella cavità acetibolare.  Oppure l’intervento di endoprotesi che riguarda solo la sostituzione della testa o del collo del femore. Terza soluzione, la più importante, è l’intervento di artroprotesi, che prevede la sostituzione dell’intera articolazione dell’anca con una sua protesi.

Esistono tre opzioni per questo intervento che può essere eseguito per via anteriore, laterale o posteriore. Una scelta che viene effettuata dal chirurgo ortopedico, di volta in volta, in base alle sue esperienze. Quello più frequente è l’accesso laterale diretto.  Comporta una incisione di circa 10-15 cm per accedere al campo operatorio e mettere a nudo l’articolazione.

Viene quindi effettuata la resezione e l’asportazione del collo e della testa del femore. E’ poi la volta dell’inserimento nell’acetabolo pelvico di un a coppa protesica nella quale andrà ad agire la testa  della protesi artificiale dell’anca.  Il cosiddetto stelo della protesi verrà quindi inserito e cementato nell’osso del femore.

LE NUOVE TECNICHE MINI INVASIVE

Oltre alle tecniche tradizionali vengono utilizzate nuove tecniche di chirurgiche mini-invasive con margini di incisione di solo 8 centimetri evitando di incidere sulle fascie muscolari ma spostandole. La durata di questo intervento è di circa 40/60 minuti che dipende dalla situazione artrosica di ogni singolo paziente. 

LA DURATA DI UNA PROTESI DELL’ANCA E I MATERIALI

Come dicevamo all’inizio, questo intervento è consigliabile effettuarlo in età avanzata. Quindi se non strettamente necessario è sconsigliabile a persone giovani in quanto le protesi che vengono inserite, ancorché costruite con le più innovative e robuste leghe metalliche, materiali ceramici biocompatibili con adeguata resistenza alle pesanti sollecitazioni articolari, hanno una durata che allo stato attuale non supera i 15-20 anni.

Pertanto vanno valutati i vantaggi e gli svantaggi di questo intervento e il periodo in cui effettuarlo.

Studio Medico Legale a Milano - Corso Vercelli 7 - Dott.ssa Lucia Gargiulo