Trib. Palermo 2014 - Giud. Catanzaro, si segnala perché viene risarcito il danno non patrimoniale conseguente ad un’errata diagnosi di tumore maligno in fase metastatica, rivelatasi del tutto errata all’esito di ulteriori analisi effettuate, dopo circa due settimane, presso altra struttura ospedaliera.

 

 

A differenza di ciò che accade in quasi tutti i casi di “malpractice” medica, nel caso deciso dal tribunale panormitano, all’errata diagnosi non è seguita una errata o ritardata terapia lesiva dell’integrità psicofisica della persona.

Nel caso di specie, l’anatomopatologo aveva consegnato allo pneumologo una diagnosi citologica falsamente positiva, ed i radiologi erano incorsi in errore nella lettura delle radiografie, diagnosticando una neoplasia renale.

Sono piuttosto rare le decisioni in cui viene risarcito il danno non patrimoniale derivante dallo stato di “prostrazione e di angoscia” conseguente alla (mera) comunicazione dell’errata diagnosi, in ipotesi cioè in cui l’errore medico non abbia comportato (anche) un danno biologico o comunque un esisto infausto.

Studio Medico Legale a Milano - Corso Vercelli 7 - Dott.ssa Lucia Gargiulo

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