I cittadini d'ora in avanti si pagheranno di tasca loro molte prestazioni sanitarie: il Governo infatti delinea le prestazioni che si chiameranno con l'aggettivo "inappropriate".

 

Esiste già una bozza su cui sta lavorando il Ministero della Salute: si afferma che le misure dei tagli saranno condivise con i medici. In realtà, si cercherà di mettere in atto uno scontro medico - paziente, l'uno contro l'altro sotto minaccia per il sanitario di sanzioni patrimoniali (emolumenti ridotti) in ipotesi di inappropriatezza prescrittiva. Insomma, cura greca anche per l'Italia, saranno a carico del paziente, a quanto è dato sapere, i seguenti: odontoiatria, genetica, allergologia, TAC e RMN degli arti e della colonna con mezzo di contrasto, dialisi, medicina nucleare.   Il Governo affronterà a livello normativo la cosiddetta medicina difensiva, che, per l'appunto, andrebbe ad incidere proprio sul concetto dell'appropriatezza prescrittiva. Talché, potrebbero viaggiare in parallelo le nuove disposizioni draconiane per i pazienti e l'innovativa disciplina della responsabilità extracontrattuale del medico dipendente del Servizio Sanitario Nazionale. In tal modo verrebbe validata la tesi sostenuta (dopo le prime sentenze del Tribunale di Torino e del Tribunale di Varese) all'interno del Tribunale Civile di Milano, Sez. I, che il 17 luglio 2014 emise la famosa sentenza redatta dal Dott. Patrizio Gattari. Ricordiamo che tale orientamento nacque dopo il decreto legge n. 158 del 2012, il c.d. Decreto Balduzzi.   Si tratta di una depenalizzazione in campo penale della colpa lieve ove il medico si sia attenuto alle linee guida. Ma detta una disciplina anche per la responsabilità civile. Come va interpretato il riferimento all'art. 2043 c.c.? Attenzione: si tratta della norma fondante della responsabilità aquiliana. Si sa che per la Corte di Cassazione il medico risponde sempre a titolo contrattuale, vale a dire in base ad una responsabilità soggetta alle regole sui contratti. La regola principale di tale catalogo comporta l'inversione dell'onere della prova. Ovviamente vi saranno ripercussioni anche sul termine di prescrizione, che si ridurrà da dieci a cinque anni, oltre che sull'onere della prova ora preso in esame. Va, comunque, ricordato che grava già sull'attore l'onere di allegare sin dall'atto di citazione le linee guida che si assumono violate dal sanitario. Infatti, se si prescinde da un'isolata fattispecie affrontata dal S.C., l'onere di allegazione è un presupposto necessario per consentire al convenuto di esercitare il diritto di difesa. Infine, sembra che verrà delineata una figura autonoma di colpa medica e vi sarà una limitazione per l'azione di rivalsa ad opera dell'azienda sanitaria nei riguardi del medico. Si vocifera anche di un obbligo di preventiva conciliazione con il cittadino per le strutture pubbliche. Ma non è già prevista la media-conciliazione?   Studio Medico Legale a Milano, Corso Vercelli 7 - Dott.ssa Lucia Gargiulo