Asfissia neonatale  

L’asfissia è definita come una ipossiemia con conseguente disturbo degli equilibri degli acidi.

L’asfissia è definita come una ipossiemia cioè una diminuzione di ossigeno nel sangue con conseguente disturbo dell’equilibrio degli acidi.

In un feto durante la gestazione o il travaglio, l'ipossemia e la conseguente ipercacapnia, aumento di anidride carbonica, si possono verificare quando vi è una diminuzione del flusso sanguigno placentare. Una delle possibili cause è proprio il giro di cordone ombelicale intorno al collo.

Gli effetti dell’asfissia neonatale possono essere di vario grado e di vario tipo. Nelle situazioni più complesse e importanti si può instaurare una encefalopatia ipossico-ischemica (irritabilità, ipotonia, convulsioni e coma) che si possono evidenziare in una TAC con edema diffuso.

In questi casi l’elettroencefalogramma è uno strumento fondamentale per una accurata diagnosi della maggior parte delle convulsioni neonatali e quindi per un costante monitoraggio del periodo convulsivo.

 

Una tra le terapie più comuni è il fenobarbital per via endovenosa somministrato con diversa intensità nel periodo iniziale.