Cause di servizio

In questa pagina vengono raccolti alcuni casi di malasanità dello Studio Gargiulo

Aprile 2019 - ATP Milano

Nel corso dell'ATP (Accertamento Tecnico Preventivo) veniva valutata la vicenda sanitaria della perizianda, assistita dal nostro Studio Medico Legale.

La vicenda clinica riguarda un mancato monitoraggio del feto durante il travaglio di parto.

Madre e feto risultavano da tutti gli accertamenti eseguiti in buone condizioni, fino alla mattina del travaglio.

Accompagnata nella sala travaglio, dopo circa due ore, la paziente accusava un malore.

All'ecografia risultava il decesso del feto.

E' stata riconosciuta la responsabilità della struttura sanitaria per non aver evitato con un adeguato monitoraggio il decesso del feto.

E' stato riconosciuto il danno subito dai genitori per la perdita del figlio.

Aprile 2019 - ATP Genova

Nel corso dell'ATP veniva valutata la vicenda sanitaria della perizianda, deceduta per carcinoma mammario, assistita dal nostro Studio Medico Legale.

La vicenda clinica riguarda un caso di errore diagnostico con conseguente ritardo di diagnosi di neoplasia.

La Signora si sottopose ad un controllo senologico con esito benigno; di fatto era già presente una neoplasia diagnosticata circa due anni dopo.

Il grave ritardo ha provocato il decesso della paziente.

E' stata riconosciuta la responsabilità sanitaria della struttura per l'errore diagnostico commesso.

E' stata riconosciuta il risarcimento danni ai familiari per l'errore della struttura e quindi per il decesso della paziente.

Marzo 2019 - Verona - La Dott.ssa Gargiulo viene contattata da giovane coppia per l'assistenza al proprio caso.

Trattasi di shock emorragico materno e morte perinatale in paziente che, a termine di una regolare gravidanza, veniva ricoverata con diagnosi travaglio di parto, con contrazioni per circa 8 ore.

La situazione si aggravava talmente che la paziente veniva trasportata in sala operatoria dove veniva eseguito un cesareo in emergenza e veniva alla luce, priva di vita, la piccola.

Grave in questo caso la condotta dei sanitari che avrebbero dovuto procedere a cesareo in urgenza per i chiari segnali clinici, in particolare mancata progressione della parte presentata.

 

Febbraio 2019 - Nota Famiglia milanese nel settore editoria si rivolge alla Dott.ssa Gargiulo per l'assistenza medico legale della figlia. La ragazza di 27 anni, al nono mese di gravidanza, si recava a visita di controllo per sottoporsi a tracciato, a seguito del quale si riscontrava sofferenza fetale e si procedeva quindi a ricovero.

La piccola è venuta alla luce priva di vita.

La condotta imperita, negligente  e imprudente del personale sanitario ha determinato il decesso della piccola.

La responsabilità dei sanitari verte nella mancata uniformità alle Linee Guida e ai principi della buona pratica Clinica. Sono stati omessi importanti esami specifici per il monitoraggio del benessere del feto, anche in considerazione di precedenti tracciati poco rassicuranti.

Un osservazione adeguata avrebbe quindi permesso di gestire con tempestività lo stato di sofferenza fetale.

Gennaio 2019 - Veniamo contattati dalla giovane coppia di Catania che ci espone il suo caso. La giovane donna S. G. accompagnata dal marito si reca presso la Clinica privata al nono mese di gravidanza, dove si reca immediatamente al Reparto di Ginecologia e Ostetricia per sottoporsi ad un tracciato di controllo. Il percorso della gravidanza, bisogna sottolineare, era avvenuto senza alcun problema ed in assoluta normalità da parte della Signora S. G.

Dal tracciato di controllo si riscontra tuttavia sofferenza fetale e quindi si procede in via cautelare al ricovero della paziente. Data la progressione della sofferenza fetale si rende necessario un immediato intervento con taglio cesareo.

Purtroppo malgrado il taglio cesareo il piccolo M. G. viene alla luce privo di vita.

A seguito del decesso veniamo contattati e procediamo ad esaminare le cartelle cliniche della Clinica. Dalle stesse si evidenzia la responsabilità dei medici e della Clinica privata, colpevoli di non essersi uniformati alle buona pratica clinica ed ai Protocolli vigenti per il monitoraggio del feto durante la gravidanza omettendo importanti esami durante il periodo di gravidanza stesso.

Un adeguato esame dei tracciati e una corretta esecuzione degli esami specifici per il monitoraggio del benessere fetale avrebbe evitato il decesso del feto.

Stiamo definendo in via transattiva con la Compagnia Assicuratrice della Clinica privata l'entità del danno subito dalla giovane coppia.

3 novembre 2018 La Dott.ssa Gargiulo è stata incaricata di seguire il caso di una giovane coppia della provincia di Milano per un caso di parto.

La Signora G., che durante i nove mesi di gravidanza aveva un percorso regolare, si recava presso la Struttura Ospedaliera già in fase di travaglio.

I sanitari, accolta la paziente, come da protocollo eseguivano i tracciati ma non valutavano correttamente gli stessi non rilevando alterazioni che definivano il percorso come non rassicurante.

Una corretta valutazione dei tracciati CTG avrebbe dovuto allertare i sanitari e accelerare la proceduta per un parto cesareo. Una più attenta valutazione avrebbe consentito di evidenziare la variazione in senso peggiorativo delle condizioni fetali.

Si è dovuto procedere quindi ad un intervento urgente in sala parto di taglio cesareo per sofferenza fetale.

La piccola M. nasceva con diagnosi di asfissia perinatale, encefalopatia ipossico ischemica.

Siamo quindi a richiedere in via stragiudiziale la definizione della controversia per il risarcimento del danno.

 

settembre 2018 Milano - Ho incontrato la Signora S. con il marito (Monza) presso il mio studio a Milano per  un parere medico legale relativo alla vicenda che li aveva visti protagonisti.

Si trattava di un caso di gravidanza a rischio per diabete materno con conseguente macrosomia fetale.

La mancata diagnosi nelle vaie ecografie effettuate della macrosomia fetale ha impedito un adeguato monitoraggio del travaglio.

Il bambino nasceva con taglio cesareo d'urgenza e riportava purtroppo danni ipossici cerebrali, spasticità e ipovisione.

Si procedeva quindi a diffida della Struttura Sanitaria per risarcimento del danno subito.

 

2 LUGLIO 2018 -  Palermo - La Signora M si reca presso Casa di Cura per improvvisa comparsa di tosse e dolore al torace, portando con se una radiografia del torace che evidenziava una dilatazione della aorta.  

Viene diagnosticata una tracheite e consigliata una terapia con antinfiammatori.

Dopo due giorni il paziente muore per la rottura della aorta.

Una corretta diagnosi e terapia chirurgica avrebbero probabilmente permesso di salvare la vita del paziente.

 

 

- Padova

10 GIUGNO 2018 Roma - La Sig.ra F. di Roma veniva ricoverata presso nota Clinica privata della Capitale per la comparsa di disturbi mentali e trattata con psicoterapia e farmaci antidepressivi.

Il successivo peggioramento del quadro clinico generale evidenziava l’errore nella diagnosi, trattandosi in realtà di una malattia neurologica.

28 MAGGIO 2018 Padova - La madre, la Signora C. di Padova eseguiva con scrupolo le indicazioni del ginecologo e della Struttura Sanitaria che la seguiva.

Tuttavia si evidenziava una mancata diagnosi di malformazione congenita in gravidanza.

Nonostante l'avanzata età della madre, non veniva consigliata durante la gravidanza l'amniocentesi.

Le varie ecografie, compresa l'ecografia morfologica, non evidenziavano, a detta della Struttura Sanitaria, alcuna patologia.

Alla nascita il bambino presentava caratteristiche fisionomiche della Sindrome di Down, diagnosi confermata dal cariogramma.

Si procedeva quindi a una richiesta di risarcimento danni per mancata diagnosi di malformazione congenita.

 


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